Le DAO e la sicurezza nella DeFi

La Camera Alta del Wyoming ha approvato un Disegno di legge che aprirebbe la strada alle organizzazioni autonome decentralizzate, anche definite DAO, ad essere inquadrate giuridicamente secondo la legge statale.

Il voto si è svolto mercoledì, come mostrano i registri pubblici, ed è stato inviato alla Camera dei rappresentanti dello Stato lo stesso giorno. Giovedì, il disegno di legge è stato formalmente presentato e trasferito alla commissione Minerali, affari e sviluppo economico di quella camera.

Se la Camera dei rappresentanti dovesse cancellare il Disegno di legge, eventuali differenze dovrebbero essere appianate tra le due camere prima di essere inviate al Governatore del Wyoming Mark Gordon per la firma.

Il disegno di legge, come riportato da The Block all’inizio di febbraio, è il primo del suo genere e creerebbe un collegamento legale tra le aspiranti organizzazioni decentralizzate e uno stato americano. Il Wyoming si è guadagnato la reputazione di Stato favorevole all’industria in seguito ai precedenti sviluppi legislativi e alla creazione di banche crypto che abbiano ottenuto la licenza federale.

La cosiddetta legge DAO ha attirato sostenitori e critici. Come ha notato Decrypt quando il disegno di legge del Senato dello Stato ha approvato un voto in commissione all’inizio di questo mese, preparerebbe il terreno per la formazione di una nuova schiera di organizzazioni decentralizzate.

Il professore della Cardozo School of Law e co-fondatore di OpenLaw Aaron Wright ha aiutato a redigere il disegno di legge, dicendo a Decrypt: “Ci vuole ancora molto lavoro per inquadrare questa fattispecie in maniera soddisfacente, ed è quello che l’intero progetto di legge del Wyoming sta cercando di fare, rendendo lo sviluppo di questa DAO facili, veloci ed economiche”.

NFTs scambi in calo nel weekend

Un gruppo di artisti digitali, tra cui la principale celebrità della scena, Beeple, presenterà una selezione di opere supportate da blockchain che sono state appositamente generate in modo da ridurre il loro impatto ambientale.

Tutti i proventi della vendita di CarbonDrop andranno alla Open Earth Foundation, un progetto nato presso la Yale University che utilizza una gamma di tecnologie, inclusa la blockchain, per iniziare a tenere conto realisticamente del carbonio presente nella nostra atmosfera.

Non ci è voluto molto perché l’esplosione di interesse per gli NFT evidenziasse il presunto impatto ambientale associato ai token crittografici mintati.

All’interno della comunità delle criptovalute, le domande sul danno ambientale causato dal mining algoritmico fanno alzare gli occhi al cielo. In effetti, per molti cripto puristi gli “NFT verdi” sono l’espressione della scarsa competenza di alcuni soggetti che ignorano di fatto l’impatto ambientale del sistema finanziario tradizionale che assorbe infinitamente di più rispetto alle mining farm. La ragione pone le basi soprattutto dall’assunto che molte di queste macchine vengono alimentate da energia rinnovabile e pertanto ad impatto ambientale nullo.

Binance Smart Chain svuotata di $ 2,4 milioni

Si ritiene che TurtleDex, un progetto di archiviazione di file presente su Binance Smart Chain (BSC), abbia tirato fuori una truffa ieri quando più di $ 2,4 milioni di fondi sono stati drenati dai pool di trading sui principali dex on chain.

TurtleDex è stato lanciato il 15 marzo, pubblicizzandolo come piattaforma di archiviazione DeFi per aiutare gli utenti a memorizzare dati e file in modo sicuro. La sua prevendita quel giorno ha raccolto 9000 token BNB, pari a circa $ 2,4 milioni, in sole due ore.

Il presunto svuotamento della pool è stato segnalata per la prima volta dall’utente Twitter @DefiStalker, che ieri alle 9.30 AM UTC ha scritto che la liquidità del protocollo è stata rimossa 10 ore fa e scambiata con ether, divisa in 9 portafogli ed il tutto inviato sull’exchange Binance.

La sicurezza degli smart contract

È nella struttura dell’ecosistema digitale e nell’architettura decentralizzata della blockchain che si riscontrano quelli che sono i benefici e i limiti riconducibili agli smart contract.

Il maggior beneficio apportato dall’accoppiata “Blockchain — Smart Contract” è un considerevole incremento dell’efficienza; ossia lo smart contract, qualora questo sia inserito all’interno di una blockchain, produce:

Un’automatizzazione e certezza giuridica dell’esecuzione di obbligazioni contrattuali visibili a tutti i partecipanti della rete e non solo alle parti coinvolte;

Trasparenza delle obbligazioni contrattuali e dei loro risultati e risvolti tali da essere preimpostati e quindi “pre-compresi” da tutti i partecipanti della blockchain;

Immutabilità delle transazioni registrate e quindi l’impossibilità a modificare o annullare il contratto;

La struttura e l’architettura di un sistema così concepito contribuisce ad incrementare notevolmente il grado di certezza, sicurezza e stabilità rispetto ai tradizionali meccanismi contrattuali.

Di fatto però, nella comparazione dei due sistemi, smart contract e contratti tradizionali, è facile percepire dove viene posizionata la vincolatività del meccanismo, e di riflesso la fiducia.

Il contratto tradizionale trova il proprio meccanismo di salvaguardia nel suo essere giuridicamente vincolante, in quanto protetto da una fonte normativa esterna al contratto, ovvero, dall’ordinamento giuridico.

Infatti, è l’ordinamento giuridico a prevedere, nel caso in cui una delle parti dovesse essere inadempiente, la possibilità per la parte soccombente a questo tipo di condotta, di adire l’autorità preposta per modificare, annullare o far eseguire le obbligazioni pattuite.

Ciò comporta la necessaria presenza e la funzione svolta da terzi intermediari che, in qualità di programmatori o prestatori di servizi, si adoperano nell’attività di trasporre il linguaggio naturale in linguaggio formale comprensibile alla macchina. Paradossalmente, questo processo di traduzione favorisce il ritorno dell’attività di intermediazione che, con l’avvento di questa tecnologia, non dovrebbe più essere contemplata.

Proprio per tale ragione differenti smart contract di progetti presenti sulle più note chain sono auditati da alcune aziende che ne verificano il codice sorgente al fine di rendere più appetibile il progetto agli occhi del consumatore che vi investe.

Alla luce di quanto appena esposto è doveroso rivedere quanto precedentemente sostenuto in ordine alla certezza ed alla prevedibilità dello smart contract. In quanto, più che peculiarità queste si presentano come delle qualità tendenziali che non rimangono immuni ai rischi correlati all’attività di intermediazione.

Di fatto, lo smart contract ricava maggiore utilità e benefici in presenza di accordi che presentano un alto tasso di standardizzazione e con livelli di complessità inferiore, ma non per questo meno prestazionali.

Il limite di utilizzo, in questo contesto, è dato dalla rigidità del codice che, nel rimuovere le incertezze e le ambiguità proprie del linguaggio naturale, andrebbe a ridurre gli spazi di discrezionalità con cui i soggetti possono definire i propri rapporti.

Proprio per tale ragione gli smart contract all’interno della blockchain di Scrypta sono considerati a tutti gli effetti come un’estensione dell’IdaNode che permette di creare funzionalità aggiuntive. All’interno dell’IdaNode viene permesso di creare un ambiente trustless virtuale, e che consente allo smart contract di eseguire codice all’interno della macchina che lo ospita.

Su Scryptachain gli smart contract non sono entità uniche bensì coesistono in tutti gli IdaNode che li replicano e non possono che concordare sullo stato in un determinato blocco.

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